Un metal oscuro con reminiscenze doom e black, ma molto orecchiabile, condito con splendide melodie (da notare la ballad pianistica Finality) e grandi ritmiche. Uscito postumo (il leader David Gold è morto in un incidente stradale poco prima della pubblicazione) è a mio avviso il miglior album dei Woods of Ypres: canzoni eccellenti, grande atmosfera e buona perizia tecnica. Hanno limato i piccoli difetti del già valido (sebbene decisamente prolisso) album precedente e hanno centrato in pieno il bersaglio creando un lavoro ben bilanciato e mai noioso.
Dispiace che abbiano raggiunto la piena maturità artistica proprio con l'ultimo (in tutti i sensi) album, ma del resto David Gold non avrebbe potuto salutare la vita con un addio migliore. Canto del cigno.
5/6
giovedì 6 settembre 2018
Mercyful Fate - Melissa
Strano ma vero, arriva dalla Danimarca, nel 1983, quello che è forse l'apice della new wave of british heavy metal. Le tenebre e il male trovano nei Mercyful Fate i loro perfetti cantastorie, pacchiani ma nemmeno troppo. Saranno di grande ispirazione per il black metal che arriverà qualche anno più tardi, per via delle tematiche sataniche, del face painting, della voce stridula e delle atmosfere orrorifiche. Ma non è black metal: è puro e splendente heavy metal sebbene decisamente all'avanguardia per i tempi, tanto da poter esser considerato senza blasfemia un primo embrione di prog metal. Splendide le trame chitarristiche del duo Sherman/Drenner. Affascinante ed evocativo (ma non piacerà a tutti) il modo di cantare di Diamond che alterna una voce calda, quasi sacrale, a un falsetto acuto e lacerante. Melissa è un incubo dal quale non vorrete più svegliarvi.
5/6
5/6
The Damned - Phantasmagoria
Dapprima importantissima band della scena punk inglese (fù la prima a pubblicare un singolo, New Rose, e un album, Damned, Damned, Damned, bruciando sul tempo gente come i Sex Pistols), dimostra col tempo apertura verso sperimentazioni differenti sfociate, nel 1985 (e dopo l’abbandono da parte del chitarrista Captain Sensible), nel gioiello new wave Phantasmagoria. La voce di Vanian è profonda, calda e sensuale, e il resto della band è composto da ottimi musicisti. Sebbene le radici punk siano ancora riscontrabili in ritmi "allegri" come ad esempio in Is It A Dream, questo album è la perfetta colonna sonora rock di un film gotico e romantico, composto da brani molto validi e con Sanctum Sanctorum vetta insuperabile e insuperata (da chiunque) di romanticismo nero. Se amate la new wave anni 80 (Sister Of Mercy e simili, per intenderci) non può mancarvi.
4/6
4/6
In The Woods... - Omnio
Non è black metal, sebbene affondi le sue radici in esso, non è progressive, sebbene contenga continue variazioni e strutture delle canzoni assolutamente non convenzionali, e non è nemmeno gothic, nonostante la cupa e romantica atmosfera che lo pervade. Eppure riesce ad essere in perfetto equilibrio tra queste visioni apparentemente tanto differenti, e ad affascinare come il viaggio più bello che si possa aver mai sognato. Ecco cos'è Omnio: un incredibile viaggio nell'animo umano con gelide foreste innevate e laghi ghiacciati a fare da sfondo. Non è certo un album da ascoltare in auto, o da tenere come sottofondo mentre si fà altro. E' un'opera d'arte che và scoperta e assaporata con calma e pazienza. Aprite la mente e saprà ripagarvi del tempo perso. Perfetto.
6/6
6/6
Burzum - Hvis Lyset Tar Oss
Vikernes, è un folle. Ma un folle vero, non uno costruito a tavolino per vendere più dischi. Ed è anche uno dei peggiori, perchè non è uno stupido: ha una sua visione della vita e una sua coerenza. Ha bruciato chiese (l'immagine dei resti di una di esse è anche stata utilizzata per la copertina del suo album Aaske) e ucciso (Euronymous, allora leader dei seminali Mayhem, band black metal di cui lo stesso Vikernes ha fatto parte) e ha scontato gran parte della sua vita in carcere. Hvis Lyset Tar Oss è stato registrato prima che fosse incarcerato ma pubblicato quando già marciva dietro le sbarre. Hvis Lyset Tar Oss è dolore e nostalgia, un album gelido e ossessivo, persino sperimentale nel suo mischiare musica ambient (Tomhet è di sole tastiere) e grezzo black metal. Suonato malino, registrato anche peggio, e composto da 4 lunghissime ed estenuanti canzoni ripetitive all'ossesso riesce incredibilmente ad affascinare. Così come la bellissima copertina opera del pittore Kittelsen. Assolutamente non per tutti, offre però sensazioni uniche pur nella sua imperfezione formale.
4/6
4/6
Kauan - Sorni Nai
L'incidente del Dyatov Pass è uno dei più interessanti misteri del secolo scorso: un gruppo di esploratori russi furono ritrovati morti sulle montagne degli Urali in circostanze mai del tutto chiarite.
Sorni Nai narra la vicenda, e ne è perfetta colonna sonora.
Anton Belov, mastermind dei Kauan, è un genio, semplicemente. Compone musica di eccezionale bellezza e profondità come pochi altri.
Partito da radici black metal, è mutato in un delicato ambient/folk/post metal con alcuni sprazzi di violenza, ma sempre ben bilanciata.
Unico appunto da fare al disco: i testi sono, come sempre, in finlandese (scelta estremamente curiosa, visto che trattasi di band russa) e nel booklet non c'è traccia di una traduzione in inglese che sarebbe stata utilissima per seguire la storia narrata. Google, però, fortunatamente è di aiuto in questi casi.
6/6
Sorni Nai narra la vicenda, e ne è perfetta colonna sonora.
Anton Belov, mastermind dei Kauan, è un genio, semplicemente. Compone musica di eccezionale bellezza e profondità come pochi altri.
Partito da radici black metal, è mutato in un delicato ambient/folk/post metal con alcuni sprazzi di violenza, ma sempre ben bilanciata.
Unico appunto da fare al disco: i testi sono, come sempre, in finlandese (scelta estremamente curiosa, visto che trattasi di band russa) e nel booklet non c'è traccia di una traduzione in inglese che sarebbe stata utilissima per seguire la storia narrata. Google, però, fortunatamente è di aiuto in questi casi.
6/6
mercoledì 5 settembre 2018
Celtic Frost - Into The Pandemonium
Siamo nel 1987 e questi 3 folli svizzeri gettano le basi, partendo da un thrash metal europeo, per la nascita dei filoni gothic e avantgarde.
Parti orchestrali e altre elettroniche si fondono al metal dando vita a un album ricco di ispirazione e alquanto eterogeneo.
Non mancano eteree voci femminili a fare da corredo alla tutt'altro che armoniosa voce di Tom G. Warrior, clichè che diverrà tanto caro al gothic metal.
Le canzoni non sono tutte pregevoli, ma pregevole è l'inventiva, ed eccellente (per l'epoca) la produzione.
Copertina meravigliosa ed evocatica, tratta da "Il giardino delle delizie" di Bosch.
Non prende il voto massimo per via della qualità non sempre elevata delle canzoni, ma la sua importanza è indiscutibile.
5/6
Parti orchestrali e altre elettroniche si fondono al metal dando vita a un album ricco di ispirazione e alquanto eterogeneo.
Non mancano eteree voci femminili a fare da corredo alla tutt'altro che armoniosa voce di Tom G. Warrior, clichè che diverrà tanto caro al gothic metal.
Le canzoni non sono tutte pregevoli, ma pregevole è l'inventiva, ed eccellente (per l'epoca) la produzione.
Copertina meravigliosa ed evocatica, tratta da "Il giardino delle delizie" di Bosch.
Non prende il voto massimo per via della qualità non sempre elevata delle canzoni, ma la sua importanza è indiscutibile.
5/6
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